Durante la sua venuta a Scicli lo scorso giugno

Nostra intervista a don Giosy Cento:

l'arte di donare Cristo ai giovani attraverso
la musica che parla al cuore

E' frenetica la vita di Don Giosy Cento; ieri si trovava a Martina Franca ed in altri luoghi della Puglia, qualche giorno prima a Roma, oggi 6 giugno a Scicli, domani a Viterbo e poi, il 23 giugno, nella nostra Ispica, su e giù per l'Italia, per il mondo, a percorrere chilometri in lungo ed in largo, per annunciare e portare Cristo Gesù, con l'umiltà, la semplicità che lo caratterizza ed al servizio esclusivo di Dio-Amore, del prossimo e con il cuore e gli occhi rivolti soprattutto ai giovani.
Portare Gesù agli altri, portare la Sua Parola, spezzare il Pane e spendersi totalmente per Lui è la sua missione, annunciare il Vangelo fino ai confini della terra, con tutti gli strumenti dell'evangelizzazione e con uno particolare, la musica, la sua musica e le sue composizioni, la sua voce e le innumerevoli testimonianze di vita.
Eamore per i giovani e l'attenzione al mondo giovanile, a quella parte di popolo di Dio, i giovani per l'appunto, così travagliato e così bisognoso di attenzioni, da amare forse di più perchè credere oggi, dice don Giosy, è difficile.
Le mode contingenti, l'attenzione alla materialità eccessiva, la carenza ed assenza dei valori f)ndati della vita sono il sintomo di una società chepunta sul benessere a tutti i costi e all'arrivismo sfrenato a discapito dei valori della persona, della famiglia, della solidarietà e dell'accoglienza, dell'amore del prossimo, del rapporto con la propria fede ed interiorità, dell'amore a Dio.
In occasione della festa del SS. Salvatore a Scicli, su invito del Parroco Don Guglielmo Padua, l'intera comunità di Jungi ha avuto la gioia di accogliere don Giosy Cento; infatti il giorno cloù dei festeggiamenti, il giorno 6 giugno, appunto, dopo aver concelebrato la S. Messa, annunciato la Parola e dopo avere Spezzato il Pane, ha incantato la comunità con un concerto e l'occasione della sua presenza è stata propizia per una intervista che di seguito viene riportata:

di Santo Piccione
Come annunziare Cristo
oggi ai giovani

La nostra parrocchia è dedicata al SS. Salvatore, a colui che Salva; sono trascorsi 2000 anni dalla venuta di Cristo sulla terra, come oggi si può evangelizzare, anche con riguardo al mondo giovanile, difficile da coinvolgere e fare riscoprire nel quotidiano, a ciascun individuo, l'Amore incommensurabile di Cristo Gesù.

Penso che mai, come nel mondo di oggi, c'è bisogno di ripetere un "grido" che ha percorso la storia dell'uomo, "Vieni Signore Gesù", ed oggi aggiungerei, anzi, "Ritorna Signore Gesù".
Per il nuovo disco sto pensando proprio ad un gospel del terzo millennio che dica "Torna Gesù" perchè noi realmente rileggendo la nostra storia di oggi, così complessa, non riusciamo più ad interpretarla, nè a farla, nè a piegarla positivamente in direzione dell'uomo. Mentre gli adulti riusciamo ad ammettere questo, anche se talvolta abbiamo delle sindromi di onnipotenza - ci sembra, infatti, di risolvere tutto con i nostri poteri umani, dalla salute al denaro, all'organizzazione - i giovani, provano ancora di più, sulla loro pelle, il senso della debolezza, il senso di avere un mondo difficile davanti, sovente dicono "che schifo" e vogliono invece dire "non ce la faccio-. Quando si riesce o si prova ad accompagnarsi con loro e farli riflettere sul significato che nel mondo non c'è bisogno solamente di vestirsi bene, di divertirsi, di andare forte, di sballarsi, di avere la possibilità di godersi la vita a tutti i costi ma che ciascuno, anche giovane, ha bisogno di molto di più, perchè il sogno di tutti è essere felici e sentirsi vitali, fermandosi, riescono a capire che debbono andare un poco oltre la materialità terrena.

I giovani amano chi li ama

Come ci si può adoperare per realizzare questo?

Credo che lo debba fare la famiglia dimostrando che non siamo "di Cristo" soltanto perchè apparteniamo a Lui, "per tradizione", ma proprio, perchè la nostra vita appartiene a Lui e per realizzare ciò ci vuole una conversione innanzitutto degli adulti, poi ci vuole anche una conversione della Chiesa verso i giovani, che li vada a cercare umilmenite, e non solo dica ai giovani "venite" ma dica "Io vengo da voi, Io sto con voi". Oggi ci sono sacerdoti che vanno con i giovani ovunque siano loro. Un frate moderno, in odore di santità, Fratel Policarpo, diceva: "I giovani amano chi li ama", per cui è necessario che loro si sentano amati. I giovani non ti `pagano" subito, ma nel corso della loro vita, come è stato forse per ognuno di noi che abbiamo riconosciuto a volte la comunicazione nella vita, del bene, dell'amore, della religiosità attraverso persone che poi magari non ci sono più ed abbiamo detto: "Quella persona lì a me l'ha portata Dio, mi ha fatto scoprire i valori veri della vita, mi ha indirizzato sulla retta strada", mentre magari quando era tra noi non siamo stati capaci di farglielo capire, non lo abbiamo dimostrato. I giovani non dimostrano sempre la gioia di rivecere i valori positivi.
Ritengo - prosegue don Giosy - che bisogna lavorare molto con i giovani, anche quando sembra che siano assenti; bisogna guardarli con amore, parlare loro con amore e soprattutto bisogna sapere aspettare.
Quest'anno per la festa della mamma ho dato uno slogan alle mamme che ho incontrato, ho detto loro: dite sempre "Aspetto un figlio" non dite "Ho un figlio"; un figlio lo so aspettare anche quando ha venti, trenta anni ed a volte ancora quando è più grande in età, perchè un figlio "arriva tardi" ma arriva sicuramente perchè "amarli è generarli".
Dio è la nostra musica

In questi lunghi anni, carissimo Don Giosy, hai portato e porti Gesù agli altri e la musica ha avuto un ruolo importante. Può la musica essere strumento di pace in questo mondo così tribolato in cui il "suono dei cannoni" ed i focolai delle guerre, sparsi nel mondo, hanno preso il sopravvento?

Sono convinto, dopo l'esperienza che ho fatto e che faccio, che la musica sia un mezzo, il mezzo più spirituale, cioè meno toccabile, meno invadente che arriva direttamente all'anima dell'uomo, che lo muove, lo commuove e tante volte lo cambia e lo converte.
L'utilizzazione oggi della musica è fatta in vari modi: c'è la musica da consumare, da ascoltare, c'è la musica da fare arrivare al cuore dell'uomo, c'è la musica di Dio. Credo che oggi non sia facile l'utilizzazione della musica per migliorare l'animo della persona: l'animo di una persona migliora, quando riesce, o prova a fare sua la musica che ascolta, la musica di qualunque tipo. I ragazzi. probabilmente, sono capaci di capire che la musica è un mezzo grande se diventa un mezzo originale, il tuo, per avvicinare te a te stesso, te agli altri condividere la tua vita con la vita degli altri, condividere la tua fede con quella degli altri. Se non si fa musica e si canta, come si dice a Roma "tanto pé cantà" ma se si canta proprio per vivere, se la musica diventa vita e se Dio è la nostra musica.
Io ho fatto questa esperienza: la musica commuove le persone, infatti vedo tanti piangere oggi: un mondo di gente che piange, perchè è una generazione, la nostra, molto "istintuale" che si lascia toccare sugli istinti '. sulle "corde primitive dell'animo". Infatti la mia musica. come quella di tanti altri, la definisco 'biologíca" perchè can le cose della vita: l'amore, il dolore. il bambino che nasce. il papà, la mamma, la natura, l'amore dei giovani. in questo mondo tutti saranno un po'toccati.
Utilizzare la musica, per evangelizzare, direi di sì, ma in un modo "professionale" ossia cercare il modo che ci sia sempre davvero dentro qualcosa di "altissimo' e di "importante" ed allora l'uomo di oggi sarà toccazo dalla musica, sarà uno degli strumenti per evangelizzare, perchè non esiste solamente la musica, però dico che è un mezzo privilegiato proprio perchè è un "linguaggio primitivo" e la musica è la prima ed entrare nell'animo umano.

L'uomo nuovo con la
novità di Cristo

L'uomo di oggi, alla luce della storia della salvezza, è maturo per chiedersi e riflettere su queste domande: "Davvero valgo quanto Tu, Gesù, dici? Valgo quanto dice la Bibbia? Sono un capolavoro e mi posso guardare allo specchio dicendo "Sono un figlio di Dio"? Posso pensare e comprendere appieno che Gesù ha dato la vita per me?

Questa domanda oggi mi attraversa molto perchè trovo che il mondo è molto negativo su se stesso; la televisione ha degli occhi negativi sul mondo, Dio ha degli occhi positiui sull'uomo, perchè l'uomo è il Suo capolavoro, la Sua immagine, la Sua bellezza, è la Sua forza.
Vorrei scrivere un libro dal titolo "Il Meraviglioso di Dio" perchè l'uomo anche nei momenti bui o anche quando si autodisprezza si disistima, ritrovi proprio la stima di se stesso, il valore di se stesso, questo, infatti, è il principio per dire ogni giorno "voglio vivere e sono contento", mentre oggi si dice "non voglio vivere e non sono contento" e questo succede indubbiamente perchè non basta all'uomo se stesso ed autostimarsi. Quando invece accade, che l'uomo prende coscienza che è stato creato da "Uno" che Ama, da "Uno" che lo ha scritto sulle Sue mani, dice la Bibbia, che ha vita nella Sua vita, respiro nei Suoi respiri; ecco, quando un uomo arriva a vivere questo, è il massimo dell'esistenza e solo chi non lo ha mai provato dice, Dio non mi piace, Dio è noioso, Dio non mi interessa.
Quando Dio è diventato come l'amore del tuo bambino, come l'amore di una donna o come l'amore verso l'umanità, verso un povero, ti accorgi che Dio resta e diventa incancellabile nella tua vita e vivi per Lui.
Almeno a me è successo così, quando a 23 anni, cercando che cosa segliere nella mia vita ho toccato con mano che cosa è l'Eucaristia ed ho detto, a me basta, non mi servono tante altre cose, mi basta Lui.

Programmi, progetti futuri?

A livello discografico, il nuovo disco, "La Vela e il Vento" a cui stiamo lavorando ed uscirà a novembre-dicembre prossimo. Mi ha sorpreso che una persona la quale si dichiara atea e lontana dalla Chiesa, come Norberto Bobbio, abbia scritto "io sono la vela e Dio è il vento" identificandosi con una fragile vela che senza il vento di Dio non cammina. Questa frase l'ho applicata e diretta verso tutte le trasmigrazioni", verso tutte queste vele che sono gli uomini di ogni colore che stanno trasmigrando da un posto all'altro del mondo in cerca di felicità e di amore. Tutti, infatti, siamo cercatori di felicità e di amore ed il Papa, ai giovani, a Toronto ha detto: "... avete diritto alla felicità,... sarete il popolo della felicità, se seguirete le beatitudini, però non se seguirete i vostri criteri senza morale o solo la tecnologia...".
Poi ho tanti concerti, soprattutto durante questa estate con il mio gruppo "I Parsifal", formato da 15 elementi, compresi i tecnici, che giriamo l'Italia ed il mondo per evangelizzare e per svegliare la festa di Dio nel cuore della gente, perchè Dio c'è nell'animo della gente e noi siamo soltanto coloro che danno l'impulso, che accendono una piccola luce.
Ricordo, avendo lavorato molto con Madre Teresa di Calcutta, che Lei una sera fece spegnere le luci dove eravamo e tirò fuori una candelina accesa e disse a tutti "... la vedete?..." e tutti rispondemmo: sì, la vediamo - e lei continuò - "vedete, nel buio più grande del mondo, se tu sei una piccola luce, tutti ti vedono...". La gioia di sapere che Lei, Madre Teresa di Calcutta ora è santa ed io sto qua ancora a combattere la vita dopo avere lavorato molto con lei, mi da molta speranza.
Ho, inoltre, un bel progetto in Portogallo "con i giovani per evangelizzare i giovani".- Anche là vi è una grossa crisi di fede, ma sembra che i giovani ascoltino volentieri la musica cristiana, per cui stiamo facendo e lavorando ad un progetto di evangelizzazione di giovani attraverso la nusica per raggiungerli con messaggi positivi.
Altri progetti importanti a Mediugorije, dove sono stato e dove mi è sembrato di sentire la "Madonna in diretta", perchè parla tutti i giorni e dove si prega, - ho l'impressione come in nessuna altra parte del mondo.
Poi, il mio progetto è seguire tanti giovani che ho sulla rubrica della scheda del mio telefonino, tutti i giorni: telefonate ed ascoltarli, leggere le e-mail e rispondere, scrivere su delle riviste per fare arrivare messaggi positivi, dopo avere pregato, meditato, contemplato la Parola.
In definitiva, sto lavorando molto per annunciare il vangelo sulle piazze sull'esempio di Gesù che era sempre per le strade ad incontrare la gente, gli ammalati, i sofferenti, con gli sballati di allora, con i ladri, le prostitute, con l'adultera, con i bambini e diceva di difenderli. Credo, cioè, di essere un camminatore della storia che va ad incontrare la gente.
Infine ho tanti altri progetti discografici che mi vedranno impegnato per i prossimi due anni, però lo scopo principale è quello di vivere ogni cosa che faccio e cerco di farlo per Gesù affinchè Arrivi, perchè se arrivo soltanto io, son piccolo ed un grande peccatore, scrivilo, non sono un santo.