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Mio figlio
Buonasera, Don Giosy.
Sono D. la fidanzata di G. che lei ha incontrato quella sera dopo il Concerto.
Mi scusi tanto se la disturbo, ma sentivo il bisogno di parlare con una persona amica. Voglio parlare un po' di me e della mia vita che non mi soddisfa affatto.
Ho una vita piena di impegni: lavoro, studio, aiuto mia cugina ogni giorno a fare i compiti, ma, nonostante ciò, la mia vita è vuota. Sono insoddisfatta, sento che non valgo nulla, sento che ho sbagliato e che non merito niente dalla vita.
Non sono mai felice, sono sempre nervosa e ciò è dovuto al fatto che io non mi amo, io mi detesto. Io mi detesto perché ho commesso l'errore più grande che avrei potuto fare. Quanto ho pianto, don Giosy, quanto ho pianto e sofferto.
Non ho né potuto né saputo accettare quella nuova vita che nasceva in me.
Ci penso tutti i giorni, penso tutti i giorni al mio bambino. Da quel giorno la mia vita è cambiata, è peggiorata. Con il mio bambino è morta anche una gran parte di me. Ma la cosa che più mi dispiace è che la mia morte sia solo psicologica, avrei preferito una morte fisica. Quante volte, da quel giorno, ho desiderato morire!! Io non riesco a perdonarmi e non riesco a chiedere perdono a Dio perché sò di non meritarlo. Io ho ucciso, Padre, e non riesco a perdonarmelo. Sono già passati due anni da quel bruttissimo giorno e io non sono ancora riuscita a confessarmi. Mi vergogno e ho paura di essere rimproverata e giudicata, anche se so benissimo che i preti non giudicano. Anche quella sera avrei voluto confessarmi... ma la vergogna mi ha ancora una volta fermata.
Non è facile esprimere a parole tutto il dolore, l'amarezza, la vergogna che provo. Ho tradito tutti: la fiducia dei miei genitori che sono all'oscuro di tutto, ho tradito i miei stessi principi.
Quel bimbo aveva bisogno di me, era in me e io l'ho rifiutato.
La mia non è stata una scelta facile, ma soltanto adesso capisco che non c'è una ragione veramente valida per fare una azione del genere. Ero sola, scoraggiata, impaurita, non sapevo davvero cosa fare. Non so se un giorno riuscirò a perdonarmi, se ritroverò la fiducia in me stessa. So solo di aver fatto il più grave torto al MIO BAMBINO CHE AMO CON TUTTA ME STESSA, anche se non mi sono comportata di conseguenza. SONO SICURA CHE LUI AVREBBE RIEMPITO DI GIOIA LA MIA VITA, che, invece, adesso è inutile e vuota.
Mi scusi se l'ho disturbata e grazie per avermi dedicato un po' del suo tempo.
Grazie e a presto. Le voglio bene, Padre.
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Mia carissima sorella,
questo che tu mi scrivi non è un dolore. E' IL DOLORE.
In natura non c'è azione e situazione di sofferenza paragonabile a quella che tu vivi e che
ho ascoltato anche dal tuo ragazzo. Gesù è venuto e vive tra noi proprio per il dolore di frontiera, quello per il quale non esistono medici o psichiatri. Per questa sofferenza ci vuole IL MEDICO, IL MEDICO DELLE ANIME E DEI CORPI. Tu cerchi una guarigione e sai che il medico-Amore - Cristo ti sta aspettando e che solo Lui può farti risorgere, perdonare, aiutarti a convivere con il tuo-vostro bambino del cielo serenamente.
Nel tuo animo c'è una ferita incancellabile: la maternità. E' una ferita di amore, di vita e di dolore che si è trasformata, per paura, in una scelta che sembrava liberare e, invece, opprime ogni respiro. Ma tu non sei una donna finita. Sei tu che non ti perdoni.
Accogli l'abbraccio di Dio nella Confessione e rivivrai. Avrai una vita nuova, senza il peso di sentirti nulla e di non valere nulla.
Tu, insieme al tuo ragazzo, mai da sola, dovete riprendere in mano la vita, coraggiosamente. Con la coscienza di avere già un figlio vivente, avete la possibilità di realizzare l'Amore e il Matrimonio che Dio vuole da voi. Questa può essere una prova che vi sbilancia positivamente verso la volontà di fare un Matrimonio nella donazione più autentica, totale,...da santi. Sì, perché i nostri peccati, quelli che ci sconvolgono la vita, possono essere i trampolini di lancio verso le scelte più luminose.
E' il momento di progettare un Matrimonio di alta qualità e una maternità e paternità nuovi.
Vostro figlio vive e brilla come una stella nel cielo di tutta la vostra notte interiore.
E' possibile, con Dio e in Dio, rivivere e guardare ogni bimbo del mondo come vostro e impegnarvi per la vita. Questo farà rinascere anche in voi il desiderio e la gioia di vivere.
Non ripiegatevi su voi stessi. Apritevi a ogni frammento di vita e godetelo.
Le nostre ferite di dolore si rimarginano solo versandovi sopra un immenso amore, dolcezza, tenerezza e nuove sicurezze tra voi. E ricordate: Dio non scaglia la prima pietra, anzi abbraccia chi ha il cuore ferito, umiliato, spezzato. Gesù è l'unico capace di trasformare ogni tristezza in gioia, ogni peccato in grazia.
Carissima amica,
non piangere soltanto, ma vivi, lotta, spera, ama, prega. Innalzate il vostro rapporto a ideali più puri, equilibrate la vostra sessualità, non colpevolizzatevi a vicenda, ma decidete di essere pienamente responsabili come coppia e come potenziali procreatori.
Dio vi concederà altri figli, che non sostituiranno l'Altro (unico e irrepetibile). Ma potrete dire a Dio: "Ti abbiamo dato i nostri figli".
Vi amo e... spero di essere al vostro Matrimonio... magari per cantarvi una canzone. Sono abbastanza matto da arrivare anche da voi. Oggi le distanze sono tutte relative.
E sarà il giorno della felicità, nel quale il presente e il futuro innalzeranno il passato.
Dio vi benedica e vi dia pace. Rasserenatevi insieme nel Signore.
Ciao.
Giosy Cento
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Cari lettori,
sarei felice se anche voi mandaste una lettera di risposta a questi ragazzi.
Se volete, potete inviarla a DON GIOSY CENTO
01010 ISCHIA DI CASTRO ( VT )
o sull'e-mail: dongiosy@giosycento.it oppure attraverso il sito www.giosycento.it
Grazie a tutti.
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