RAGAZZI... partite per l'Africa

La cosa più triste che vi potrebbe capitare, sarebbe di non essere utile a nessuno. (R.Follereau)
Potrebbe capitare?....Io penso che è quello che oggi capita di più: non sentirsi utili a nessuno.
Problema dei giovani, degli adulti, dei giovani e a volte dei giovanissimi.
Siamo una generazione che, affamata di cose ed esperienze, soffocata dal benessere, si sta domandando: a che cosa serve la vita, ma io valgo qualcosa? E per chi valgo e sono utile?
In certi momenti della giovinezza si sente il bisogno di darsi totalmente sia per la forza d’amore che si porta naturalmente dentro, sia perché le esperienze della vita non danno quello che promettono.
E allora ci si mette come in viaggio, alla ricerca di esperienze nuove che ti possano riempire i vuoti interiori ed esistenziali.
Ma quali e... dove queste esperienze?
Si va con il caso, si va per sentito dire, si va per provare e vedere... e spesso qualcuno ti dice... 'sei proprio andato'.
Forse da qui nasce la continua domanda che mi sento fare da tanti giovani: 'trovami qualcosa da fare per qualcuno'. E chi non lo dice in questi termini, so che lo pensa e lo desidera.
Don Vittorione gridava: "Venite con me in Africa e vi prometto la felicità. Ragazzi, so che non siete voi il potere economico e, per questo, non mi aspetto tanto denaro da voi. Vi chiedo di non sprecare. Ma soprattutto vi chiedo tutto il potenziale che avete... voi stessi, la vostra giovinezza. Datemi la vostra giovinezza, Cristo vuole te, non le tue cose. Datemi i sogni di mondo migliore, la voglia di avventura positiva, la generosità anche incosciente".
Qualcuno dirà che la citazione da Vittorio non è esatta. Ma che me ne importa quando io mi sento ancora dare pugni sul cuore dal suo passaggio nella mia vita?
Don Vittorio è venuto ovunque a cercare fratelli per gli Africani... per i suoi neretti.
In gennaio sono andato in Africa. Non è proprio quella di Vittorio, ma l’Africa è ovunque Africa. Ho potuto incontrare l’Eritrea e soprattutto gli Eritrei.
Ho portato con me Gabriele, 21 anni, universitario. Non è venuto per scherzo.
L’ho visto sereno e impegnato. Quasi tutte le sere, ritornando alla Missione dei Padri Pavoniani, mi ripeteva, senza accorgersi che era sempre lo stesso, lo stesso ritornello 'stasera sono proprio felice', 'magari fosse ogni giorno così', 'nel mese di agosto... ritorno... intanto lassù ci si rompe e basta'.
E l’ultima sera, nel momento dei saluti alla Comunità dei giovani e dei Padri ha aggiunto 'questa esperienza mi ha cambiato la vita'.
Ha ragione Gabriele, ha ragione don Vittorio, ha ragione Gesù Cristo.
Eppure le giornate erano piuttosto impegnative. Vita con i bambini di strada, nella scuola, nella comunità.
Internet si apriva secondo le voglie del regime, con le ragazze, veramente belle, il discorso era sulle loro miserie, sui papà al fronte, sui fratelli al fronte, sui sogni di fuggire dall’Eritrea e su una Pace troppo lontana.
Un mangiare essenziale e viaggiare a sobbalzi su una Jeep per ore e ore, ma facendo pochi chilometri.
Ma i bimbi, e poi i bimbi e sempre i bimbi.
E poi la povertà... nera, quella che ti fa sentire dentro 'europeo – cretino' che ha mille problemi stupidi e inutili, che ti fa capire quanto il tuo poco qui può essere tanto o tutto e ti fa sorgere la domanda: "ma io in Italia, con i miei amici giovani che ci stiamo a fare?".
E poi la guerra sulla pelle, 400.000 uomini e donne alle frontiere del Sudan, di Gibuti, dell’Etiopia, del Mar Rosso. Hanno da 18 anni in su. A scuola i ragazzi e le ragazze degli ultimi anni parlano solo di questo. E non un tema né bello né interessante. Dovresti essere capace di dire e dare speranza. E ti si spezza l’anima quando ti sembrano spensierati, sorridenti, quando ballano africanamente la vita e ti invitano a bere un caffè eritreo (buonissimo ) in una casa di quattro metri quadrati e si sentono onorati e ti regalano qualcosa perché tu ti senta accolto.
Qui c’è ancora un inedito dell’esistenza che ogni giovane e non solo dovrebbe scoprire e vivere.
Di fronte alle moltitudine bisognose Cristo disse 'Andate'. Non è un verbo di contemplazione o di sogno. E’ un verbo di movimento e di decisione.
In Africa il più grande aiuto non sono gli Aiuti, sono le persone che dimostrano concretamente con la presenza che i poveri sono amati.
'Grazie che hai trovato il tempo per stare un po' con noi, tu che canti in tutto il mondo'.
Ma sono io a dire Grazie a P. Flavio, a Fratel Fiorenzo e a Gabriele per la decisione presa insieme di partire per l’Eritrea.
Al ritorno qualche amico mi ha detto che avevo uno sguardo più bello.
Non è merito mio. Sono felice. Ho incontrato fratelli meravigliosi africani.
Mi basterà per un po'. Ma poi chissà... E' troppo bello poter dire: "La mia vita è utile. Cambierò in meglio per essere ancora più utile".
E sento nel cuore la Parola realizzante di Cristo: "Non c’è amore più grande di chi dà la vita per i fratelli".
E allora ragazzi?....Tutto questo non c’è solo in Africa, ma... in Africa c’è sicuramente.

Giosy Cento    
5 febbraio 2003