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In un libro di Giampalo Mattei la testimonianza di Don Giosy Cento, che ha scelto la musica come strumento di evangelizzazione
Le note come semi di speranza gettati tra i solchi della vita |
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FRANCESCO M. VALIANTE |
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La definizione più originale gliel'hanno coniata in Africa: "sei un tam-tam di Dio in mezzo all'umanità". Quella più toccante gliel'ha regalata la mamma di una ragazza disabile: "sai cantare il nostro soffrire e il nostro gioire". La più semplice, ma anche la più vera ed eloquente, è sicuramente quella con cui lui stesso ama presentarsi: "sono un prete e canto Dio".
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Ne è venuto fuori un suggestivo "concerto scritto", che se non ha l'immediatezza e l'impatto emotivo dell'esibizione "dal vivo", acquista indubbiamente in spessore, in ricchezza di significati e di spunti meditativi.
In effetti la pubblicazione è strutturata come un vero e proprio concerto. Si apre con una presentazione: "Signore e signori, ecco a voi Don Giosy Cento ... ". E' Mattei che sale sul "palco" prende la parola, presenta il sacerdote al pubblico che gremisce questa sorta di "piazza" virtuale. Ed ecco il ritratto del "parroco della canzone", del "curato dì questo sconfinato "1uogo" della fantasia e della creatività". Ecco il volta del prete che "con il suo stupore e la sua gìoia di vivere, sta lì a testimoniare la freschezza de1 Vangelo, i coraggio della radicalità della scelta cristiana". Ecco la missione di un uomo che "ha posto la sua vita al servizio della genie offrendo speranza,
gioia, provocazioni per pensare, offrendo Cristo".
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Canzoni che possono cambiare una vita. Chi non ha mai ascoltato con un sussulto interiore le parole di "Sei grande Dio" o di "Viaggio nella vita"? Chi non si è mai emozionato cantando durante la Messa quel verso ormai arcinoto: "Prendimi per mano, Dio mio, guidami nel mondo a modo tuo ... "?
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